| ATTUALITA’:
IN COSTA RICA I SOLDI CRESCONO SUGLI ALBERI!
L’entrata in vigore del Protocollo
di Kyoto, il 16 febbraio del 2005, che impegna i Paesi industrializzati
a diminuire la loro produzione di gas serra, ha segnato un prepotente
“ritorno alle foreste”. Secondo quanto stabilito dall’articolo
4, comma 1, nel pattuire una “azione congiunta per l’attuazione
degli obblighi assunti sulla somma totale dell’emissioni antropiche
aggregate” si è aperto un mercato in cui gli Stati,
per concretizzare gli interessi fissati e compensare l’emissione
nell’atmosfera di anidride carbonica e degli altri gas serra,
hanno mostrato vivo interesse per la Costa Rica. In poche parole,
il protocollo di Kyoto permette ai paesi firmatari di venire incontro
ai loro obblighi piantando delle foreste che assorbano l’anidride
carbonica, piuttosto che riducendo le emissioni, creando per gli
stati e le compagnie aderenti un possibile mercato dei carbon credit.
Il Paese caraibico è sempre stato all’avanguardia in
tema di rapporto tra economia e ambiente essendo stato il primo
a introdurre la tematica ambientale in un Trattato di libero commercio,
nel caso specifico con gli Stati Uniti d’America; se si aggiunge
a ciò l’elevato numero di foreste e zone “verdi”
presenti nel Paese, risulta chiara la forza del potere negoziale
costaricense, che permetterebbe un duplice binario di vantaggi:
per i paesi industrializzati di compensare le emissioni di anidride
carbonica senza ridurle mentre per la Costa Rica guadagni in cambio
della riforestazione locale. I maggiori benefici sarebbero goduti
dai contadini che non dovrebbero produrre legname , ma semplicemente
lasciare che gli alberi crescano.
Il protocollo di Kyoto è stato convertito mediante la legge
numero 8219 in Legge Superiore della Repubblica, e secondo l’opinione
interna, la Costa Rica potrà esigere un riconoscimento monetario
per l’apporto mondiale dato dai suoi boschi.
QUADRO LEGALE E PIANFICIAZIONE NAZIONALE
Data l’importanza della materia ambientale, la Costa Rica
si è impegnata a produrre un quadro legale molto eterogeneo,
in grado di regolare la complessa gestione della biodiversità.
Questo sforzo ha prodotto 245 norme (parlando unicamente di leggi
e decreti relazionati con il tema ), ove il periodo di maggior impegno
coincide con l’anno 1994, in cui la politica nazionale volse
il suo interesse allo sviluppo sostenibile, dando auge e importanza
alla conservazione e alla ratifica di trattati internazionali in
materia. Ma la complessità della materia e la sua natura
integrata a tematiche di interesse nazionale, si riflette sulla
produzione di molte norme che assumono carattere sia socio-economico
e culturale che scientifico-tecnico.
Le norme più rilevanti in materia sono le seguenti:
• Ley de Parques Nacionales, numero 6084, del 1977.
• Ley de Creación del Ministerio de Recursos Naturales,
Energía y Minas (MIRENEM), numero 7152, del 1990 (le cui
funzioni ebbero inizio dal 1986 per un decreto legge).
• Ley de Promoción del Desarrollo Científico
y Tecnológico, numero 7169, del 1990.
• Ley de Conservación de la Vida Silvestre, numero
7317, del 1992.
• Riforma del artícolo 50 della Costituzione Politica
de la Repubblica: diritto ad un ambiente sano y ecologicamente equilibrato
(Legge numero 7412, del 1994) e del articolo 46: “los consumidores
y usuarios tienen derecho a la protección de su salud, ambiente...”
(Legge numero 7607, del 1996).
• Decreto numero 22909-MIRENEM, del 1994, con cui venne creato
il Sistema Nacional de Areas de Conservación de Costa Rica
(SINAC).
• Ley Orgánica del Ambiente, numero 7554, del 1995.
Venne cambiato il nome del MIRENEM con quello di Ministerio del
Ambiente y Energía (MINAE); venne creata la Secretaría
Técnica Nacional Ambiental (SETENA), la Contraloría
Ambiental e del Tribunal Ambiental; gli sforzi maggiori vennero
orientati verso la costituzione di un agricoltura organica.
• Ley Forestal, numero 7575, del 1996 (la prima fu del 1969,
numero 4465). Si stabilì il pagamento dei servizi ambientali
e venne creato il Fondo Nacional de Finaciamiento Forestal (FONAFIFO),
incaricato di maneggiare i fondi ricavati da questo pagamento.
• Ley de Biodiversidad. numero 7788, del 1998 (la prima legge
al mondo in tale materia): si regolò l’accesso alle
risorse genetiche e venne rafforzato il ruolo del SINAC.
In ambito internazionale, la Costa Rica ha stipulato
i seguenti trattati e convenzioni internazionali:
• Convenzione per la protezione della flora e della fauna
e delle bellezze naturali dei Paesi dell’America, firmato
a Washington nel 1940 e approvato nel paese mediante la legge numero
3763 del 1966.
• Convegno sulla Diversità biologica, per la gestione
integrata della biodiversità, firmato nel 1992 e ratificato
nel 1994.
• Convenzione internazionale per la regolamentazione della
pesca delle balene, firmata nel 1946 e approvata mediante legge
numero 6591 del 1981.
• Le varie Convenzioni stipulate a Ginevra nel 1958 e approvate
mediante leggi nazionali dalla Costa Rica nel 1972, e che nel dettaglio
furono: Convenzione sull’Alta mare (legge numero 4940), Convenzione
sulla Piattaforma continentale ( legge numero 4936), Convegno sulla
Pesca e la conservazione delle Risorse vive nell’Alto Mare
(legge numero 5032), Convenzione sul Mare territoriale e la zona
contigua (legge numeri 5031).
• Convegno sulla protezione patrimoniale, culturale e naturale,
firmato in Francia nel 1972 e approvato nel 1976 mediante la legge
5980. A seguito di tale convegno, la Isla de Coco fu dichiarata
“Patrimonio mondiale dell’Umanità” dall’UNESCO
(1976).
• Convegno sul cambio climatico, firmato nel 1992 e ratificato
nel 1994.
• Convenzione sul commercio internazionale di specie minacciate
di estinzione della flora e della fauna silvestre (CITES) approvato
nel 1974, mediante la legge numero 5605.
• Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare, firmato
nel 1982 a Montego Bay, approvato in Costa Rica nel 1992 mediante
la legge 7291.
• Convegno sulla diversità biologica e suoi annessi,
firmato a Rio de Janeiro nel 1992 e approvato nel 1994 mediante
la legge numero 7416.
• Convenzione Interamericana per la Protezione e Conservazione
delle Tartarughe marine, firmato in Venezuela nel 1996 e approvato
nel 1999 mediante la legge 7906.
• Codice di condotta per la pesca responsabile della FAO,
firmato dalla Costa Rica in forma ufficiale nel 1999.
Data l’importanza e il peso dato alla tematica,
la Costa Rica ha stipulato una serie di accordi regionali a livello
centroamericano per la creazione di aree protette e per fornire
protezione alla biodiversità. Tra i vari segnaliamo:
• Convegno per la conservazione della biodiversità
e la protezione delle aree silvestri prioritarie nell’America
centrale firmato nel 1992 e approvato nel 1994 mediante la legge
numero 7433.
• Convegno costitutivo della Commissione Centroamericana di
Ambiente e Sviluppo (CCAD), del 1991.
• Convegno regionale per la direzione e la conservazione degli
Ecosistemi naturali forestali e lo sviluppo della riforestazione,
firmato nel Guatemala nel 1993 e ratificato nel 1996, conosciuto
come Convegno Centroamericano dei boschi.
• Accordo regionale sullo spostamento transfronterizio di
rifiuti pericolosi per gli ecosistemi nazionali, firmato a Panama
nel 1992 e approvato nel 1995 mediante legge numero 7520.
• Alleanza per lo sviluppo sostenibile nel Centroamerica (ALIDES),
del 1999.
Lo sviluppo di una completa normativa in materia
di protezione ambientale ha favorito la creazione di aree protette.
Infatti dal 1970 ai giorni d’oggi è aumentato progressivamente
il numero delle Aree Silvestri Protette (ASP) della Costa Rica,
segnando un aumento del 44% nel periodo 1971-1990 e addirittura
del 50% nel periodo 1991-2000 (vedi Tabella 1).
La ASP si impegna alla conservazione della maggior quantità
possibile di biodiversità nel Paese; bisogna riconoscere
che pochi Paesi al mondo si dedicano a tale obiettivo con tale energia
ed impegno, ma probabilmente la Costa Rica lo fa conscia del valore
e dell’utilità della propria iniziativa.
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