| COOPERAZIONE
COMUNITARIA CON LA COSTA RICA
Il documento di strategia nazionale 2002-2006
rappresenta un elemento essenziale del processo di programmazione
tra Commissione europea e Costa Rica.
La strategia, che si basa sul programma di sviluppo della Costa
Rica, nonché sui principi della cooperazione della Commissione
e sul protocollo d’intesa firmato con la Costa Rica nel marzo
2001, tiene conto della precedente strategia nazionale relativa
al periodo 1998-2000. Nel periodo 2002-2006, il programma di cooperazione
della Commissione con la Costa Rica si concentrerà principalmente
su tre priorità: modernizzazione e decentramento del governo,
cooperazione economica e cooperazione scientifica e tecnologica.
A favore di tali settori prioritari, è stato stanziato un
importo indicativo di 31,5 milioni di euro, ai sensi del protocollo
d’intesa. La selezione finale dei progetti e gli importi corrispondenti
si baseranno sui risultati di studi di identificazione e preparazione
dettagliati eseguiti dalla Commissione. Il finanziamento del programma
di lavoro indicativo è soggetto alla disponibilità
di fondi nel bilancio annuale della Commissione. Le risorse del
programma indicativo saranno integrate da progetti finanziati attraverso
altre linee di bilancio tematiche e da iniziative finanziate tramite
i programmi regionali per l’America centrale e l’America
latina.
OBIETTIVI E PRINCIPI DELLA COOPERAZIONE
COMUNITARIA CON LA COSTA RICA
Obiettivi della cooperazione generale
In conformità dell’articolo 177 del trattato che istituisce
la Comunità europea (CE), la politica della Comunità
nel settore della cooperazione allo sviluppo favorisce:
•lo sviluppo economico e sociale sostenibile dei paesi in
via di sviluppo, in particolare
di quelli più svantaggiati;
•l’inserimento armonioso e progressivo dei paesi in
via di sviluppo nell’economia
mondiale;
•la lotta contro la povertà nei paesi in via di sviluppo.
La politica della Comunità contribuisce altresì
all’obiettivo generale di sviluppo e consolidamento della
democrazia e dello Stato di diritto, nonché al rispetto dei
diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
Inoltre, nella dichiarazione congiunta del 10 novembre 2000 sulla
politica di sviluppo della Comunità europea, il Consiglio
dell’Unione europea e la Commissione europea hanno indicato
alcuni settori d’intervento prioritari ai fini dell’alleviamento
e della successiva eliminazione della povertà. Tali settori
riguardano i seguenti aspetti: collegamento tra settore commerciale
e sviluppo; sviluppo della cooperazione e dell’integrazione
regionale; sostegno delle politiche macroeconomiche e parità
di accesso ai servizi sociali; trasporti; sicurezza dell’approvvigionamento
alimentare e sviluppo rurale; sviluppo della capacità istituzionale,
soprattutto in materia di corretta gestione pubblica e Stato di
diritto.
Obiettivi della cooperazione regionale
Per quanto riguarda i principi e gli obiettivi specifici della cooperazione
per le regioni dell’America latina e dell’America centrale,
si applica il regolamento (CEE) n. 443/92 del Consiglio, del 25
febbraio 1992, riguardante la cooperazione finanziaria, tecnica
ed economica della Comunità con i paesi dell'America Latina
e dell'Asia. Tale regolamento annette un’importanza prioritaria
al rafforzamento del quadro di cooperazione, alla promozione dello
sviluppo sostenibile e della stabilità sociale, economica
e democratica, mediante il dialogo istituzionale e la cooperazione
economica e finanziaria.
Nel 1995, in una comunicazione intitolata “Unione europea
-America latina: situazione attuale e prospettive di consolidamento
del partenariato - 1996-2000” (COM(95)495), la Commissione
ha sottolineato la necessità di adottare strategie differenziate
in America Latina, adeguate alle realtà nazionali e subregionali.
Nel quadro degli orientamenti esposti nella comunicazione della
Commissione del marzo 1999 su un nuovo partenariato Unione europea/America
latina (COM(99)105) e nel seguito del vertice di Rio (COM(2000)670),
la Commissione ha ribadito il proprio obiettivo di rafforzare il
partenariato e ha proposto di intensificare la propria azione nei
tre settori prioritari, ovvero promozione e tutela dei diritti umani,
promozione della società dell’informazione e riduzione
degli squilibri sociali, oltre ad inserire le priorità individuate
nel dialogo bilaterale e subregionale consolidato.
Storicamente, la cooperazione regionale tra l’UE e le sei
repubbliche dell’istmo dell’America centrale si è
basata su un meccanismo particolare, il dialogo di San José,
avviato durante la conferenza ministeriale tra UE e America centrale,
tenuta in Costa Rica nel 1984, che rappresenta il principale canale
di dialogo politico tra le due regioni.
Tale dialogo annuale, originariamente avviato per promuovere il
processo di pace e il rispetto dei principi democratici nella regione
e rinnovato a Firenze nel 1996, è stato successivamente esteso
fino a includere i seguenti temi: sviluppo economico e sociale equo
e sostenibile, lotta contro l’insicurezza e la delinquenza,
Stato di diritto e politica sociale. I successi ottenuti nella cessazione
della guerra civile e dei conflitti militari nell’America
centrale e il ripristino di governi democratici basati sul rispetto
dei diritti umani, hanno consentito al dialogo di riorientarsi verso
nuovi obiettivi connessi con l’intensificazione dei legami
economici tra le due regioni.
Per quanto concerne le attività di cooperazione economica
e allo sviluppo, il contesto attuale è definito dall’accordo
quadro regionale di cooperazione allo sviluppo del 1993, tra gli
stessi sei paesi dell’America centrale e la Commissione, entrato
in vigore nel 1999 a seguito della ratifica da parte di tutti i
contraenti. Tale accordo di “terza generazione” riguarda
un ampio ventaglio di settori e prevede l’istituzione di un
comitato misto incaricato di supervisionarne l’attuazione
e di una serie di sottocomitati, con il compito di eseguire un’analisi
dettagliata di settori specifici dell’accordo.
Infine, la cooperazione tra l’UE e la subregione dell’America
centrale non sarebbe completa senza citare le preferenze tariffarie
unilaterali concesse attraverso il sistema di preferenze generalizzate
(SPG), compresi i relativi sistemi aggiuntivi di incentivazione
connessi con le norme in materia di ambiente e lavoro e, in particolare,
il regime sui farmaci. A questo proposito, dal 1990 sono stati sospesi
i dazi per le esportazioni agricole e industriali verso l’UE,
sia dalla Comunità andina che dai sei Stati dell’America
centrale. Il regime è stato prorogato al 31 dicembre 2004.
Obiettivi della cooperazione bilaterale
Nell’ambito del contesto summenzionato, due ulteriori accordi
specifici orientano attualmente la cooperazione tra Unione europea
e Costa Rica. Si tratta, in primo luogo, dell’accordo quadro
(“Convenio Marco”), firmato nel giugno 1999, che stabilisce
i meccanismi di attuazione e gestione dei progetti di cooperazione
finanziaria, tecnica ed economica, chiarisce le procedure e attribuisce
alle autorità nazionali un ruolo più significativo
nella gestione finanziaria e contrattuale dei progetti. Tale accordo
deve essere tuttavia ancora ratificato dall’assemblea legislativa
della Costa Rica.
Il secondo accordo è il protocollo d’intesa (MoU) UE
-Costa Rica, firmato nel marzo 2001, che prevede un livello indicativo
di assistenza nell’ambito delle linee di bilancio relative
alla cooperazione finanziaria, tecnica ed economica, pari a 31,5
milioni di euro, per il periodo 2001-2006, da assegnare ai seguenti
settori prioritari:
•?modernizzazione e decentramento del governo (35-40% della
dotazione indicativa);
•?cooperazione economica (25-30% della dotazione indicativa);
•?cooperazione scientifica e tecnologica (25-30% della dotazione
indicativa).
Fino a un massimo del 15% del totale indicativo può essere
attribuito ad altri obiettivi esterni ai presenti settori prioritari,
previo accordo di entrambe le parti.
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