|
La Legge sulle Zone Franche
"Ley de Zonas Francas de Costa Rica" - Legge di ordinamento
delle Zone Franche in Costa Rica n. 7210 del 2/4/91.
Obiettivo fondamentale dello Stato di Costa Rica è lo sviluppo
socioeconomico del paese, mediante l'attrazione degli investimenti
stranieri, oltre alla promozione degli investimenti nazionali e
delle esportazioni.
Il Sistema di Zona Franca (zone per la lavorazione di materiali
da esportare)è stato creato da una legge del 1981 e gestito
da enti governativi fino al 1986, anno in cui si decise che lo Stato
doveva rinunciare alla proprietà ed amministrazione dei parchi
industriali. Da allora, gli imprenditori privati sono stati incoraggiati
a stabilire parchi in tutto il territorio nazionale. Attualmente
vi sono 14 zone franche o parchi industriali in funzione che ospitano
circa 400 ditte stranieri.
Questo sistema garantisce alle società beneficiarie una vastissima
gamma di incentivazioni fiscali, perchè il Governo costaricense
considera il regime di Zona Franca uno strumento idoneo a generare
fonte di lavoro ed occupazione per i propri cittadini ed ha quindi
tra i sui scopi primari anche quello di favorire l'insediamento
di imprenditori stranieri.
Le Zone Franche sono situate in luoghi non residenziali e dedicate
all'installazione di attività industriali, per la lavorazione
dei prodotti destinati all'esportazione che ricevono i benefici
dalle infrastrutture esistenti, combinate ad incentivi fiscali e
tributari.
Le imprese che stabiliscono la propria sede nelle Zone Franche di
Esportazione si classificano nel seguente modo (art.17):
1) industrie di lavorazione per l'esportazione che producono, lavorano
e assemblano per l'esportazione o riesportazione.
2) imprese commerciali di esportazione, non produttrici, che semplicemente
trasformano, confezionano e ridistribuiscono merci non tradizionali
e prodotti per l'esportazione o riesportazione.
3) industrie o imprese di servizi che forniscano tali prodotti alle
imprese che beneficiano del regime di Zona Franca o che li esportino
a persone fisiche o giuridiche con sede al estero.
4) imprese amministratrici alle quali vengono concesse autorizzazioni
per l'amministrazione delle Zone Franche.
5) imprese o enti che si dedichino alla ricerca scientifica per
il miglioramento tecnologico dell'attività industriale o
agroindustriale e del commercio estero del paese.
6) imprese che funzionano come cantieri navali e bacini di carenaggio
anche galleggianti per la costruzione, esportazione e manutenzione
delle imbarcazioni.
I benefici previsti dalla legge 7210/91, di cui alle
presenti note, sono molteplici; eccone alcuni (art. 20):
1- esenzione del pagamento di qualsiasi tributo e diritto consolare
sull'importazione di materie prime, prodotti lavorati e/o semilavorati,
componenti o parti, materiali d'imballaggio o di imbottigliamento,
cosi come di altre merci e beni richiesti per la loro lavorazione
(art. 20 lett. a).
2- esenzione da qualsiasi tributo o diritto consolare sull'importazione
di macchinari, attrezzature e taluni veicoli (art. 20 lett. b).
3- esenzione da ogni tributo associato all'esportazione o riesportazione
di prodotti (art. 20 lett. ch).
4- esenzione totale per dieci anni delle imposte sull'esportazione
e sul capitale, anche per attivi fissi (art. 20 lett. d).
5- esenzione totale per sei anni di attività delle imposte
sul reddito e dei rimpatri di capitale, utili compresi (art. 20
lett. g).
Per operare nelle zone franche e beneficiare
di tutte le esenzioni previste è sufficiente presentare richiesta
alla "Corporacion de la Zona de Exportacion S.A." che
ha come obbiettivo la promozione, l'amministrazione e la supervisione
del regime suddetto.
Oltre alle agevolazioni fiscali, la normativa sulle Zone Franche
prevede:
1) Che il Ministero delle Opere Pubbliche e dei Trasporti deve dare
priorità al miglioramento di aeroporti, autostrade, strade
e tutte le vie di comunicazione che si trovino nella vicinanza delle
Zone Franche (art.11);
2) Che il Ministero della Sanità deve ottemperare entro venti
giorni alle richieste di permessi sanitari per l'installazione ed
il funzionamento delle imprese che beneficiano de Regime di Zona
Franca. Se trascorso tale periodo, il Ministero della Sanità
non si sarà pronunciato, la richiestaè da considerarsi
approvata (art.15).
3) Le imprese con sede nelle Zone Franche avranno diritto (art.21):
all'assistenza per l'addestramento delle persone che verranno impiegate
nelle imprese;
a.- all'assistenza ed alla consulenza nelle loro richieste di necessità
nei confronti delle istituzioni governative e private;
b.- all'assistenza per l'abitazione e necessità di carattere
educativo per i loro impiegati e per le loro famiglie mediante il
coordinamento con le corrispondenti istituzioni pubbliche.
Oltre a tutto ciò si possono ottenere concessioni del Regime,
anche fuori dalle Zone Franche stesse. Le imprese che per giustificate
ragioni non possono installarsi in esse dopo avere dimostrato l'impossibilità
o la sconvenienza di stabilirsi in Zona Franca potranno ugualmente
beneficiare del regime.
Il beneficiario di Zona Franca può anche, per motivi privati,
fondare sedi satelliti con un funzionario distaccato del porto di
dogana. E comunque lo Stato è sempre alla attenta ricerca
di dove installare nuove e convenienti Zone Franche.
Regimi di incentivi per gli investitori
La Costa Rica dagli anni 90 ha cercato
di promuovere l’esportazione di prodotti lavorati nel paese,
attraverso la creazione di regimi speciali d’incentivi.
Nacquero cosi le cosiddette “Zone Franche” e la prima
si sviluppò nel 1982 e vi si stabilirono prevalentemente
aziende del settore tessile.
Tali regimi d’incentivi sono amministrati dal
PROCOMER, e, di fatto, si sono imposti come forte attrazione per
la creazione di più di 400 piccole e medie imprese.
La maggior parte delle imprese localizzate nelle zone franche si
occupano d’attività manifatturiera e di servizi nel
campo tecnologico.
Tuttavia esistono particolari regimi di incentivi per il settore
turistico che si ottengono attraverso la Declaratoria de Interes
Turistico.
Le principali agevolazioni per le esportazioni quindi
sono le zone franche e il Regime di Perfezionamento attivo.
Il Regime di Zone Franche permette di stabilire delle aree per le
operazioni commerciali e fiscali di natura extraterritoriale dove
si offrono svariate esenzioni fiscali per le imprese che desiderano
utilizzare la Costa Rica per le loro esportazioni.
Questi incentivi consistono in esenzioni fiscali per materie prime
e beni capitali ed esenzione d’imposta sugli utili.
Attualmente esistono 9 zone franche nel paese, molte
delle quali posizionate nei pressi di San Jose ed in zone con infrastrutture
d’alto livello.
Il Regime di perfezionamento attivo è un regime
fiscale regolato da una legge( Ley General de Aduanas n.7557 ) permette
di introdurre beni nel territorio commerciale nazionale al fine
di lavorarle, con l’esenzione di tutti i tributi.
Questi beni introdotti nel territorio(come materie prime, semilavorati,
macchinari etc) devono essere trasformati, assemblati o comunque
lavorati.
Il regime si divide in due modalità: la prima
è una modalità di re-esportazione totale delle merci,
cioè le imprese che esportano in esclusivamente in mercati
stranieri.
In questo modo non si potranno vendere prodotti ne nel mercato locale,
ne in America Centrale.
La seconda modalità invece, le imprese facenti riferimento
al Regime di perfezionamento attivo potranno si vendere nel mercato
locale ed in America Centrale, ma pagando anch’esse imposte
corrispondenti sempre godendo dei vantaggi del Regime.
Per ottenere tali benefici non è necessario
che l’impresa operi all’interno dei parchi industriali
delle zone franche.
Il regime di Zone Franche in Costa Rica è
il maggiore fattore d’esportazioni con il 54% di tutto il
valore esportato. In più delle imprese straniere presenti
in Costa Rica, quasi il 90% si muove nel regime delle zone franche
mentre lo 0,2% nel regime di perfezionamento attivo.
Influenza degli Investimenti
Stranieri in percentuale sul PIL
Elaboración propia con base en
cifras del BCCR e INEC
Il grafico 2 permette di analizzare la percentuale del totale degli
investimenti stranieri sul prodotto interno lordo.
Dal 90 ad oggi questa percentuale è andata aumentando toccando
punte del 6%, e attestandosi su una media del 4%.
Un dato che tuttavia è destinato a crescere nel prossimo
decennio.
|