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Territorio e geografia
Il territorio costaricense si trova ubicato, secondo le sue coordinate geografiche, tra i paralleli 8° 02’ 26’’ e 11° 13’ 12’’ al nord dell’equatore, e tra i meridiani 82° 33’ 48’’ a ovest di Greenwich, nella parte centrale del continente americano, su una superficie di 51 100 km2. Confina a nord ovest con il Nicaragua , a sud est con Panama , a ovest con l’Oceano Pacifico e ad est con il Mar dei Caraibi. Il versante caraibico misura 255 km, mentre quello che si affaccia sul Pacifico si estende per 1.103 km .
L’isola del Cocco, a sud ovest della penisola dell’Orsa nell’Oceano Pacifico, fa parte del territorio nazionale.


Si stima che le origini del territorio costaricense risalgano alla metà del terziario, quando forti movimenti tettonici e vulcanici causarono l’innalzamento totale del Paese. Il Paese smise di formarsi solo nel periodo quaternario, preparando così il terreno per gli insediamenti dei primi aborigeni, i quali, secondo i reperti archeologici, sono datati tra il 10 mila e il 7 mila a.C. Il territorio costaricense si è formato, fin da subito, come un ponte biologico che ha permesso l’incontro di diverse specie della foresta, vegetali e animali, così come la confluenza delle culture precolombiane del nord (mesoamericana) e del sud (andina) del continente.

Il Paese è attraversato dalla Cordigliera di Guanacaste, la Cordigliera Vulcanica Centrale e la Cordigliera di Talamanca, all’interno delle quali si trovano boschi tropicali, secchi, umidi e vulcani attivi come l’Arenal, il Poás e Irazú . La massima altitudine è toccata dal Colle Chirripó con i suoi 3.820 metri e dal vulcano Irazú con i suoi 3.432 metri. Queste cordigliere formano la Valle Centrale, che misura circa 3000 kmq di superficie e raggiunge una altitudine che oscilla tra i 450 e i 1.400 metri. Nella Valle si trova stanziata la maggior parte della popolazione costaricense. La longitudine massima del territorio è di 464 km che inizia dal fiume Sapoá (Penne Bianche) e si estende fino a Punta Burica (alla frontiera con il Panama). La massima larghezza è di 259 km che va da Capo Sant’Elena, nella provincia di Guanacaste, fino alla foce del fiume Colorado nella provincia di Limón .

La presenza del rilievo montagnoso ed il suo carattere fondamentalmente giovane, con un’attività sismica e vulcanica visibile, sono fattori essenziali per comprendere la diversità dei paesaggi e la fertilità dei suoi terreni ricchi di componenti vulcaniche. Questo ha contribuito a formare, attraverso la lava e la cenere, terreni molto produttivi che hanno dato inizio alla ricchezza del Paese, facilitando la coltivazione dei prodotti agricoli e l’allevamento del bestiame . Così più del 10% del territorio della Costa Rica è coltivato. Eccetto le piantagioni di banane, che si trovano in grandi terreni sulla costa, soprattutto quella caraibica, la maggior parte delle proprietà agricole sono piccole. Il caffè, uno dei prodotti più apprezzati per la sua eccellente qualità, si coltiva soprattutto nella Valle Centrale. Nel 2003 sono stati prodotti 3.800.000 t di canna da zucchero, 3.483.170 t di frutta, 261.300 t di riso, 132.000 t di caffè e 710 t di cacao. Il caffè e le banane sono i principali prodotti agricoli esportati. Anche il cacao, la canna da zucchero e alcuni tipi di frutta tropicale si coltivano soprattutto per l’esportazione. La coltivazione di granturco, fagioli, ortaggi, tabacco e cotone è diffusa in tutto il Paese. Nel 2003 il bestiame allevato era formato da 1.200.000 capi di allevamento bovino, 500.000 di allevamento suino e 115.000 di allevamento equino.

 

Clima
La Costa Rica è un Paese tropicale situato tra due oceani. Ha una geografia complessa che dà origine a diverse condizioni climatiche, per cui si possono incontrare zone di vita che variano dal bosco tropicale secco fino alla brughiera. Considerando la combinazione degli elementi climatici con i fattori geografici (latitudine, distanza dal mare, altitudine), si possono identificare tre tipi di clima: il clima tropicale umido, il clima tropicale con stagioni secche e il clima temperato .
Così, nelle pianure costiere fino ai 1.000 m il clima è caldo e umido, con una temperatura media annuale di 28°C. All’interno della Valle Centrale il clima torna ad essere più piacevole, con una temperatura annuale tra i 15 e i 25°C. A partire dai 2.000 m di altitudine il clima è freddo. La stagione estiva è da dicembre ad aprile. La stagione delle piogge va da maggio a novembre e sono molto abbondanti lungo la costa caraibica. La media delle precipitazioni annuali è superiore ai 2.500 millimetri .


Risorse naturali
La Costa Rica è considerato uno dei 20 Paesi più ricchi di biodiversità nel mondo. La sua posizione geografica, le sue due coste e il suo sistema montagnoso, che dà vita a numerosi e vari microclimi, sono alcune delle ragioni che spiegano questa sua ricchezza naturale, sia di specie animali sia di ecosistemi. Nel Paese sono state registrate quasi 8500 specie di piante, incluse più di 1.300 specie di orchidee; 220 specie di rettili; 160 specie di anfibi, 205 specie di mammiferi e 850 specie di uccelli. Ufficialmente sono state riconosciute 85 specie di uccelli, 15 di mammiferi, 81 di anfibi e 28 di rettili con popolazione ridotta o minacciata e 17 specie di uccelli, 13 di mammiferi, 2 di anfibi e 8 di rettili in pericolo di estinzione.

Le risorse naturali del Paese sono state poco studiate. La Costa Rica ha depositi di zolfo, manganese, mercurio, bauxite e oro. Le riserve di ferro ammontano a 40 milioni di tonnellate. Sono importanti anche le riserve di carbone, che si trovano nella zona della Liberia. Sono stati scoperti depositi di petrolio nel sud, ma ancora non sono stati sfruttati.


Idrografia
Il territorio costaricense presenta una rete fluviale molto intensa, che si fa strada fino al versante caraibico e del Pacifico.


La maggior parte dei fiumi nascono da montagne molto alte, raramente sono navigabili ma, in virtù del loro pronunciato rilievo, costituiscono un’eccellente opportunità per produrre l’energia elettrica : il 90% dell’elettricità che si consuma nel paese è prodotta da impianti idraulici mentre il restante 10% si produce in impianti alimentati con derivati dal petrolio.

Il versante del Pacifico, che copre quasi il 53% della superficie del Paese, possiede 17 dei principali bacini idrografici. In tutto sono 34 bacini circa. I fiumi sono caratterizzati dalla loro brevità, dall’essere accidentati e profondi e si distinguono tra: Tempisque, Tárcoles, Parrita, Térraba, Coto e Colorado. Il versante caraibico abbraccia il 46% del territorio nazionale e si suddivide in due sottoversanti: il sottoversante nord e il sottoversante dei Caraibi. Nel versante dei Caraibi si trovano,tra gli altri, i fiumi Reventazón – Parismina , Pacuare, Matina, Sixaola e Stella. Questi sono larghi, navigabili, di grande portata e straripano spesso nella stagione delle piogge.


Popolazione
La maggior parte dei costaricensi di oggi sono discendenti dei gruppi indigeni e degli spagnoli. Durante l’epoca della “conquista” hanno predominato, in termini generali, quattro tipi di caste:gli spagnoli, i meticci, gli indios e la casta dei mulatti e dei neri.

Si stima che il territorio della Costa Rica, a partire dal XVI secolo, sia stato occupato dagli indigeni, la maggior parte dei quali stanziati nel nord Pacifico e nella Valle Centrale . Naturalmente l’arrivo degli spagnoli ha portato con sé malattie, guerra e sfruttamento della mano d’opera indigena ,fattori che contribuirono a un calo demografico. Fino al 1611, la popolazione indigena arrivava a 10 mila abitanti. Attualmente esistono nel Paese 8 gruppi indigeni e 22 riserve indigene governate dalla Legge Indigena che stabilisce che le riserve stesse sono proprietà esclusiva delle comunità indigene che le abitano. Per tutto il tempo della colonizzazione ci fu un costante aumento di rapporti misti. Il vescovo Bernardo Augusto Thiel calcolò che nel 1801 la popolazione indigena era diminuita del 15.6% e quella spagnola del 10.1% mentre quella meticcia era aumentata del 62.9%. Attualmente il gruppo di meticci rappresenta più del 90% della popolazione.

Per quanto riguarda la popolazione nera, non arrivò mai a rappresentare un fenomeno numerico importante , se paragonato con le Antille. Nel 1700 i neri e i mulatti rappresentavano il 7.5%. L’utilizzo di questa popolazione come mano d’opera consisteva in lavori domestici nella città di Cartago e nelle piantagioni di cacao. Nella costa caraibica l’immigrazione nera iniziò verso la fine del XIX secolo per lavorare nella costruzione della ferrovia e nelle coltivazioni di banane dei Caraibi, dove tutt’oggi vive la maggior parte della popolazione nera e mulatta. Inoltre, per la costruzione della ferrovia, arrivarono anche emigranti cinesi ed italiani . Secondo il censimento del 2000, la popolazione era distribuita, dal punto di vista delle etnie, nella seguente maniera:

 

Etnia Numero della popolazione
Indigena 63876
Afro costaricana o nera 72784
Cinese 7873
Meticcia 356471
Sconosciuta 97175

Fonte: Censimento della popolazione etnica.
Censimento 2000. Istituto Nazionale di Statistica e del Censimento. Quadro 15

 

Negli anni ’80 del XX secolo, ci fu uno spostamento importante degli abitanti del centro America verso la Costa Rica, provocato soprattutto dalla situazione di instabilità politica e militare della regione. Negli anni novanta, questi flussi si collegano alla ricerca di migliori opportunità socioeconomiche nei Paesi con uno sviluppo maggiore, come il Costa Rica appunto. Nell’anno 2000 la popolazione straniera residente in Costa Rica si aggirava intorno ai 296 461 abitanti, dei quali il 76.4% proveniva dal Nicaragua, il 3.5% da Panama, il 3.2% dagli Stati Uniti d’America , il 2.9% da El Salvador, il 2.0% dalla Colombia e il 12% dal resto del mondo. Sebbene l’immigrazione nicaraguense ha mostrato un calo nel 1999, continua a rappresentare il principale gruppo di immigrati nel Paese. Secondo dati ufficiali, si calcola che nel Paese risiedano tra i 500 mila e i 700 mila nicaraguensi, che rappresenterebbero il 76% della popolazione immigrata del Paese. Dati forniti dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati dimostrano che al secondo posto si trovano i colombiani, stimati in 8 266 abitanti.

Attualmente la popolazione totale della Costa Rica (stimata a luglio 2004) è di 4.159 757 abitanti, dei quali 2 112 958 sono uomini e 2 046 772 sono donne . Il Cattolicesimo Romano è la religione statale (più del 70% della popolazione pratica il cattolicesimo) ma la libertà di culto è garantita dalla Costituzione. La lingua ufficiale è lo spagnolo, sebbene l’inglese sia utilizzato nei negozi e nei luoghi turistici. L’uso del francese e del tedesco va aumentando. Nella costa caraibica si parla un inglese latino-americano (patuá) dovuto all’immigrazione proveniente dalla Giamaica. Esistono anche dialetti indigeni parlati a Guanacaste e lungo la costa caraibica.

 

Storia
Cristoforo Colombo scoprì la Costa Rica durante il suo quarto viaggio il 18 settembre 1502. Arrivò sull’isola che i nativi chiamavano Quiribrí e la battezzò con il nome di Huerta (l’attuale Isola Uvita), situata nella costa caraibica. Nel 1519, da Panama e attraverso l’oceano Pacifico, Gaspar de Espinosa, Juan de Castañeda e Hernán Ponce de León arrivarono al golfo di Nicoya. Nel 1522, Gil González Dávila esplorò la zona via terra e nel 1524 Francisco Fernández de Córdoba fondò Villa Bruselas ma questo insediamento risultò di breve durata. In generale la conquista del Costa Rica fu tarda. Nel 1561 Juan de Cavallón e Padre Juan Estrada Rávago cominciarono la conquista del territorio che già si iniziava a chiamare Cartago o Costa Rica. Mentre Estrada stava lungo la costa caraibica, Juan de Cavallón entrò nella Valle Centrale e fondò la prima città, Garcimuñoz, vicino l’attuale Desamparados. Il successivo conquistatore Juan Vázquez de Coronado, oltre a coprire tutto il territorio, trasferì la sede del governo nella sezione est della Valle Centrale: a Guarco. Ordinò di fondare Cartago. Fino al 1562, sotto il governatore Anguciana de Gamboa, la popolazione rimase a Guarco, dopodiché si stabilì dove si trova tutt’oggi.

La Costa Rica è stato parte della Castiglia d’oro e del vescovato di Santa Maria al Antigua del Darién poi trasferito a Panama. Con la creazione dei Vicereami , si formò anche una parte del Vicereame della Nuova Spagna, il quale incluse per tutto il periodo coloniale e all’interno di questo enorme Vicereame, il Governo del Comando Supremo del Guatemala fino all’entrata in vigore della Costituzione di Cádiz (1812-1814 e 1820 e 1821). Da un punto di vista giuridico, dipese dapprima dal Tribunale di Panama e poi da quello del Guatemala. Nei periodi in cui vigeva la Costituzione Gaditana, il Vicereame venne diviso in Giunte Provinciali e la Costa Rica e il Nicaragua formarono una giunta denominata Giunta Provinciale del Nicaragua e della Costa Rica, la quale, come tutte le altre giunte, era formata da sette deputati (quattro del Nicaragua e tre della Costa Rica) e presieduta dalla Autorità Spagnola o Capo Politico Superiore.

L’inserimento della Costa Rica nell’economia coloniale iniziò nel 1570 con la esportazione di viveri, materie prime, bestiame e altro. Eppure era una colonia povera, isolata e marginale. Nel XVII secolo il cacao fu il fulcro del ciclo di esportazione ma il suo periodo di gloria fu fugace e si interruppe in seguito ad una serie di fattori diversi (mancanza di strade e porti, attacchi da parte dei pirati, zanzare, ecc.). Il dinamismo economico della Valle Centrale nel XVIII secolo beneficiò dell’impatto delle Riforme Borboniche, evidenti, tra le altre variazioni, nei monopoli del tabacco e del liquore, che stimolarono la coltivazione della canna da zucchero e che stabilirono il controllo statale della produzione e il commercio di questi due prodotti . Bisogna ricordare che durante il XVIII secolo ci fu un incremento demografico in seguito alla creazione di nuovi insediamenti: Heredia (Villa Seja), San José (Villa Nueva), Alajeula (Villa Hermosa). Alla fine dello stesso secolo, entrano nel Paese i primi semi di caffè, prodotto che avrà un’enorme rilevanza per l’economia nazionale a partire dal XIX secolo.

Nel 1821 la Giunta Provinciale del Nicaragua e della Costa Rica si dichiarò indipendente e fu annessa al Messico. Internamente fu governata da un regolamento interno e da Giunte di Governo, fatto che diede alla Provincia una grande stabilità. Con il fallimento dell’annessione all’Impero Messicano si creò una parte dell’unione chiamata le Province Unite del Centro America e, in seguito, della Repubblica Federale del Centro America (1824-1838). Come Stato della Repubblica Federale, la Costa Rica ha sempre mantenuto il suo impegno per la nomina delle autorità e per il pagamento della tassa federale. In seguito al fallimento della Repubblica, la Costa Rica divenne uno stato autonomo che durò dieci anni e poi dichiarò la Repubblica il 31 agosto 1848.

Dal 1848 ad oggi la Costa Rica è sempre stato una Repubblica. Economicamente la Costa Rica ha iniziato le sue esportazioni di caffè direttamente verso la Gran Bretagna dal 1838 e queste esportazioni sono diventate via via più regolari a partire dal 1843, diventando così il primo Paese latinoamericano ad intraprendere affari commerciali con l’Europa. I guadagni legati al caffè permisero al Paese di armarsi quando forze straniere statunitensi schiaviste arrivarono in Nicaragua e poi quando queste, per ordine di William Walker, invasero il Paese. Il presidente Juan Rafael Mora ha potuto difendere il Paese e i filibustieri sono stati sconfitti nella Battaglia di Santa Rosa il 20 marzo 1856 ed espulsi dalla madrepatria. In seguito ci fu una lotta contro di loro in Nicaragua: la Costa Rica si impadronì del fiume San Juan e delle sue fortezze e li difese durante i primi mesi del 1857 impedendo così l’insediamento degli uomini di Walker, il quale fu costretto a capitolare il 1° maggio 1857.

Anche il caffè creò una nuova classe sociale che arrivò ad avere un ruolo chiave non solo nella vita politica del Paese ma anche nel suo sviluppo materiale e culturale.

A partire dal 1870, con il golpe militare di Tomás Guardia, si preparò il terreno per l’ascesa al potere di una nuova generazione di liberali denominata la Generazione dell’Olimpo. Nel 1871 si promulgò la Costituzione Politica del 1871 e negli anni successivi si cercò di modernizzare il Paese, stimolare il capitalismo agrario e la cultura popolare. Tra le opere più importanti intentate in questo periodo si distinguono la costruzione della ferrovia verso l’Atlantico, che diede origine alla coltivazione delle banane nella zona, il cui apogeo si colloca tra il 1900 e il 1914 . La Costituzione del 1871 fu riformata nel 1882 insieme all’abolizione della pena di morte. Nel 1888 si promulgarono due nuovi codici: civile e penale.

La Costituzione Politica del 1869 stabilì l’educazione primaria gratuita e obbligatoria. Nel 1884 e nel 1885, all’interno del Ministero dell’Istruzione e del Tesoro, vennero promulgate le leggi della riforma scolastica promulgate dal Segretario di Stato dott. Mauro Fernández e dai suoi collaboratori, che crearono un sistema di insegnamento a livelli.

Il periodo compreso tra il 1840 e 1940 è caratterizzato dalle lotte dei contadini poveri e degli indigeni per difendere le terre comunali; dalla pressione sempre più forte dei piccoli e medi coltivatori di caffè affinché gli esportatori e i commercianti pagassero loro il caffè ad un prezzo migliore; dall’organizzazione degli artigiani e dei lavoratori urbani per aumentare i loro salari e diminuire le ore di lavoro; dalla formazione di un nuovo gruppo di giovani intellettuali; dalla fondazione di alcuni partiti non tradizionali, il Partito Riformista (1923) e il Partito Comunista (1931). La fondazione della Lega Civica per lottare contro i monopoli della United Fruit Company e della Compagnia Elettrica, la Bond and Share, diede come risultato la creazione di una Giunta Nazionale per l’Elettricità che regolava le tariffe elettriche. Fu un periodo nel quale molto dipese da ciò che facevano i gruppi di cittadini e non dal lavoro del governo. La creazione dell’Istituto di Difesa del Caffè, un salario minimo per i braccianti (1935) , la riforma bancaria che rafforzò il controllo statale dell’offerta di denaro ed il finanziamento delle opere pubbliche per diminuire la disoccupazione hanno caratterizzato quest’epoca ricca di cambiamenti.

Nel 1940 prese il potere il dottor Rafael Ángel Calderón Guardia. Nonostante i problemi economici dovuti alla Seconda Guerra Mondiale, venne fondata l’Università della Costa Rica nel 1940. I gruppi politici e la presa di posizione dell’Arcivescovo di San José Monsignor Victor Manuel Sanabria avviarono una serie di riforme: si modificò la Costituzione Politica per includere il Capitolo sulle Garanzie Sociali (1942) e venne emesso il Codice di Lavoro (1943); tutto ciò fece in modo che gli oligarchici accusassero Calderón Guardia di essere comunista, così che quest’ultimo non ebbe il loro appoggio in seguito alla fondazione della Cassa Costaricense per la Previdenza Sociale nel 1941.

Poiché i brogli elettorali erano comuni, il governo del dott. Teodoro Picado fece pressione per l’emissione del Codice Elettorale nel 1946, per cui le elezioni si svolsero correttamente.
Indubbiamente la tarda emissione del Codice, il costante deterioramento della situazione sociale e la mancanza di fiducia nel governo, sommati al comportamento della polizia portarono allo sciopero delle “braccia conserte” (1947). Le elezioni si svolsero comunque ma furono annullate dal Congresso il 1° marzo 1948 e questo portò il Paese alla guerra civile guidata dalla leadership di José Figueres Ferrer. La lotta era tra i rivoluzionari e i comunisti e con la vittoria di Figueres questi si impegnò a mantenere il Codice del Lavoro e le Garanzie Sociali.

Si giunse comunque ad un accordo con la Giunta di Governo affinché prendesse il potere, il che successe l’8 maggio 1948. Fu convocata un’Assemblea Costituente che riconobbe il trionfo di Otilio Ulate durante le elezioni del 1948 e la Giunta di Governo si impegnò a consegnargli il potere nel momento in cui avesse emesso la nuova Costituzione Politica ed eletto il nuovo Congresso e i Vicepresidenti che lo avrebbero accompagnato durante il suo governo. La Costituzione Politica del 1949 fu promulgata il 7 novembre 1949 e Ulate prese il potere l’8 novembre.

La Giunta di Governo abolì l’esercito e nazionalizzò la Banca, quindi la nuova Costituzione Politica mantenne questo punto e creò le istituzioni autonome (l’Università della Costa Rica, la Cassa Costaricense per la Previdenza Sociale, l’Istituto della Previdenza Sociale, la Banca nazionalizzata, l’Istituto Costaricense dell’Elettricità, l’Istituto degli Acquedotti e della Rete Fognaria) che, in definitiva, modernizzarono il Paese.

Inoltre la Costituzione Politica fece sì che la donna acquisisse lo status di “cittadina” e con questo il diritto al voto, creò la Corte dei Conti, il Servizio Civile e il Tribunale Supremo delle Elezioni.

Con questa nuova normativa si posero le basi per lo sviluppo futuro del Paese per quanto concerneva le procedure elettorali, la modernizzazione amministrativa e il rafforzamento della legislazione sociale che permetteva così alla Costa Rica di distaccarsi, nell’ambito regionale, ed essere uno dei Paesi più sviluppati nell’ambito democratico, educativo e sociale.